
Teatro romano
Regione Friuli-Venezia Giulia
Provincia di Trieste
Comune di Trieste
Documentazione fotografica:


Descrizione
Tipologia:
Origini:
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La costruzione del teatro viene datata alla fine del I secolo a.C. e fu poi ampliato all'inizio del II secolo d.C. probabilmente per volere del triestino Quinto Petronio Modesto,
procuratore e flamine dell'imperatore Traiano.
Struttura e luoghi di interesse:
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Il teatro (I-II sec. d.C), destinato a ospitare fino 3.500 spettatori, fu edificato quasi interamente in muratura, ad eccezione del palcoscenico,
non più presente, che doveva essere in legno.
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La cavea (l'insieme delle gradinate di un anfiteatro) sfrutta la pendenza della collina su cui si adagia.
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Il teatro è suddiviso verticalmente in settori da cinque scale e orizzontalmente in due ripiani da corridoi.
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Un possente muro semicircolare conclude a monte l'edificio, del quale rimangono pure la scena rettangolare con pilastri e cinque porte.
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Il proscenio fisso, ornato di statue e nicchie, si ergeva probabilmente con grande suggestione sul mare, che in epoca romana lambiva il teatro.
Conservazione:
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Restaurato e parzialmente integrato, l'edificio per spettacoli è oggi visibile in tutte le sue componenti principali.
Storia:
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La costruzione del teatro risale alla fine del I sec. a.C., durante il regno di Augusto.
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In età neroniana si registra un intervento di carattere perlomeno decorativo, testimoniato da diverse sculture, tra cui un ritratto dello stesso Nerone.
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Agli inizi del II secolo d.C., sotto Traiano, è databile un'operazione di restauro.
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Nel corso dei secoli il teatro venne coperto dalle case che vi sorsero sopra.
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Nel 1814 l'architetto Pietro Nobile ne individua i resti.
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L'edificio, coperto da costruzioni sei-settecentesche, tornò materialmente alla luce durante la riqualificazione urbanistica del borgo attuata durante il ventennio fascista.
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Tra il 1937 e il 1938 furono demolite le strutture che lo nascondevano alla vista e il teatro fu completamente restaurato.
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Le statue e le iscrizioni rinvenute negli scavi sono conservate al "Lapidario Tergestino", presso il Civico Museo del Castello di san Giusto.
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